Salta al contenuto principale
  • BUONGIORNO ITALIA! L’infelicità è più pesante della terra, nessuno sa lasciarla.Lao Tsu

Tra Vicenza (e gli Usa) le meraviglie del Palladio

di Antonio Devetag
Il canone estetico dell’architetto padovano fu il modello dei palazzi più importanti della giovane nazione americana. Le sue ville, patrimonio dell’Unesco dal 1996, sono le gemme del paesaggio della campagna veneta.
La Rotonda del Palladio
La Rotonda del Palladio

Un genio assoluto, Andrea di Pietro della Gondola, detto Palladio, nato a Padova nel 1508, che disseminò il territorio della Serenissima di capolavori architettonici che ancora oggi fanno della campagna del Veneto una sorta di straordinaria scenografia.

Immagine rimossa.

Ma non tutti sanno che il Congresso degli Stati Uniti nel 2010 ha dichiarato Andrea Palladio architetto  “decisivo per la nazione americana” affermando tra l’altro  che “i pioneristici disegni di Palladio di ricostruzione e restauro di antichi templi romani ne I Quattro Libri dell'Architettura furono fonte di ispirazione per molti dei grandi edifici classici americani dei secoli XIX e XX, nel periodo noto come il Rinascimento Americano.

Tra le circa 4mila ville venete esistenti sono 24 quelle del Palladio che, dal 1996,  fanno parte della Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Di esse 16 sono nella  provincia di Vicenza, punteggiata da una straordinaria concentrazione di scenografiche dimore, edificate dal Cinquecento in poi innanzitutto da Andrea Palladio e, poi, sulla sua scia da altri importanti architetti a presidio dei possedimenti terrieri delle grandi famiglie nobili, che vi si trasferivano d’estate per trascorrervi sfarzose e mondane villeggiature.  

Molte delle 16  ville palladiane vicentine sono visitabili, come ad esempio la celebre Rotonda e le ville Caldogno, Pisani Spagnolo, Godi Malinverni, altre lo sono solo su prenotazione, altre ancora invece sono private e quindi non aperte al pubblico (per conoscere modalità e orari delle visite, consultare www.visitpalladio.com) .

Immagine rimossa.
Vicenza, Teatro Olimpico

Nel magnifico centro storico di  Vicenza sono  ben 23 sono gli edifici firmati da Palladio e dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’ Umanità ( fra cui il Teatro Olimpico, il teatro coperto più antico del mondo, la Basilica Palladiana che nel 2014 è stata anche riconosciuta Monumento Nazionale,  Palazzo Chiericati che ospita una ricca Pinacoteca, riaperta recentemente, Palazzo Barbarano che ospita il Palladio Museum.

Villa Pisani Bonetti fu progettata dal Palladio nel 1542 a Bagnolo di Lonigo su commissione dei fratelli Pisani di Venezia. Tra le prime opere del maestro, si presenta incompleta poiché è priva del cortile a porticati. Maestoso è il salone centrale affrescato. Restaurate, recentemente sono state riaperte nel parco le barchesse, in origine costruzione rustica con ampie tettoie ad archi a destinazione essenzialmente agricola, che ospitano relais dove i visitatori possono alloggiare   e ristorante.

Immagine rimossa.
Villa Godi Malinverni

Villa Godi Malinverni che fu scelta da Luchino Visconti a fare da sfondo al suo film Senso, si trova a  Lugo di Vicenza e  viene definita “l’opera prima del Palladio” e fu progettata nel 1540. La sua loggia, che ricorda alcuni palazzi veneziani, è decorata dal Padovano con un  ciclo di affreschi dai suggestivi effetti illusionistici. Le nove sale, tutte aperte al pubblico, sono affrescate con opere del Padovano, di Gianbattista Zelotti e Battista del Moro. Vale la pena visitare il Parco  con piante secolari e 1300 metri di viali, giardinetti all’italiana, vasche, fontane e una cinquantina di statue del Marinali e dell’Albanese.

Villa Caldogno sorge nel paese omonimo e ha gli interni riccamente decorati da affreschi che raffigurano storie romane, paesaggi di genere e, nel salone centrale, la vita in villa dell'aristocrazia del tempo: il gioco delle carte, la danza, il concerto e l’idilliaca merenda di  due innamorati. Per realizzarla, Palladio, amico di famiglia dei Caldogno, operò su una struttura preesistente, forse della prima metà del Quattrocento, ben visibile nel seminterrato.

Immagine rimossa.
La Rotonda, i frontoni

E per finire il capolavoro assoluto, imitato tra l’altro in tutto il mondo, capace di influenzare l’urabnistica stessa di una nazione come gli Usa: la Rotonda, ovvero Villa Almerico Capra. La magnificenza di questa dimora è stata decantata nei secoli da poeti come Goethe ad illuminati statisti come Thomas Jefferson. Qui fu girato nel 1979 il celebre “Don Giovanni” di Joseph Losey.  Al suo interno vi sono splendidi affreschi, come quelli di Alessandro Maganza che decorano il soffitto e quelli che adornano le pareti, raffiguranti divinità greche, realizzati da Louis Dorigny nel 1700.

Antonio Devetag

Per maggiori informazioni: www.vicenzae.org