Firenze è una delle città italiane più note a livello internazionale per il suo straordinario patrimonio artistico e culturale. Del resto, il capoluogo toscano è stato la culla del Rinascimento e sono innumerevoli i monumenti che meritano di essere ammirati. Tra quelli più conosciuti, non solo da noi italiani, si ricordano la Cattedrale di Santa Maria del Fiore (o più brevemente, il Duomo di Firenze), la Galleria degli Uffizi, il Palazzo Vecchio, la Basilica di Santa Croce, il Ponte Vecchio, la Galleria dell’Accademia e il Giardino di Boboli.
Accanto a questi capolavori celeberrimi, però, ci sono tesori meno noti al grande pubblico, ma che vale davvero la pena di scoprire.
Ecco dunque di seguito cinque monumenti fiorentini meno conosciuti che meritano una visita, tra cui il Tepidarium del Roster, uno splendido esempio di architettura Liberty, situato a pochi minuti dal centro storico della città.
Cappella Pazzi
La Cappella Pazzi è un piccolo gioiello del Rinascimento, uno dei capolavori di Filippo Brunelleschi. Ciononostante non è così conosciuta come altri monumenti della città. Si trova all’interno del primo chiostro della stupenda basilica di Santa Croce. La sua costruzione è iniziata nel 1442. Nel 1460 fu completata la cupola, mentre le decorazioni furono terminate anni dopo, poco prima della Congiura dei Pazzi, una fallita cospirazione ordita da una famiglia di banchieri fiorentini contro l’egemonia dei Medici.
Il ciclo affrescato del Chiostro dello Scalzo
Il Chiostro dello Scalzo è un ambiente museale molto semplice, progettato da Giuliano da Sangallo, che conserva uno splendido ciclo affrescato da Andrea del Sarto (alcuni lo considerano il suo capolavoro). Il ciclo è stato dipinto tra il 1509 e il 1526. La tecnica utilizzata è quella del monocromo, un elegante chiaroscuro senza colori.
Il chiostro si trova in via Cavour 69, nel centro storico della città.
Tepidarium del Roster
Il Tepidarium del Roster è una splendida serra in stile Liberty, costruita tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo. Si trova nel cuore del Giardino dell’Orticoltura, in via Bolognese. Fu progettata dall’architetto e ingegnere Giacomo Roster. È il tepidario più grande d’Italia e oggi viene affittata dal Comune di Firenze per eventi pubblici e privati: mostre, esposizioni, concerti, feste private ecc.
Oratorio dei Buonomini di San Martino
Non molto lontano dalla famosa piazza della Signoria, in via Dante Alighieri, si trova un piccolo oratorio quattrocentesco che passa spesso ingiustamente inosservato. L’Oratorio dei Buonomini di San Martino custodisce affreschi, attribuiti a un autore della bottega di Domenico Ghirlandaio, che narrano episodi di carità e vita quotidiana.
Oltre agli affreschi, nel piccolo edificio si trovano un busto di sant’Antonino, posizionato sull’altare (viene attribuito al Verrocchio) e una tavola quattrocentesca raffigurante una Madonna col Bambino.
Porta San Niccolò
Un altro monumento non particolarmente conosciuto è Porta San Niccolò, una delle antiche porte d’accesso della città. Si trova in piazza Giuseppe Poggi, in Oltrarno. È stata edificata nel 1324, probabilmente su progetto di Andrea di Cione di Arcangelo, più noto come Orcagna (1310-1368). Diversamente da quanto accaduto a tutte le altre porte delle mura della città, non fu ribassata in epoca cinquecentesca poiché protetta dai colpi delle artiglierie dalla collina di San Miniato. È l’unica porta fiorentina che conserva la sua altezza originaria. Non sono invece originali i merli, di epoca ottocentesca.












