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Giro d’Italia in Piemonte, occasione imperdibile per il turismo enogastronomico

Arriva la corsa rosa e vi segnaliamo cinque luoghi da visitare nelle tappe numero 18 e 19: dai biscotti krumiri di Casale al ponte tibetano più lungo del mondo a Cesana, vicino Bardonecchia, fino alla bellissima Reggia di Venaria

Torino – Il Giro d’Italia numero 101, la corsa ciclistica più amata dagli italiani, tinge di rosa il Piemonte: i ciclisti attraverseranno la regione nel corso della 18a e della 19a tappa durante questa settimana. Per l’occasione Virail, la piattaforma e app di viaggio che compara tutti i mezzi di trasporto e permette di trovare le migliori soluzioni di viaggio, consiglia, sulla scia dei luoghi toccati dalla corsa, alcune tappe imperdibili: le bellezze del territorio, da quelle naturali a quelle enogastronomiche, sapranno accontentare i gusti di tutti. 

Casale Monferrato (18° tappa, Abbiategrasso – Prato Nevoso, Km 115): la golosità dei Krumiri

Una città da scoprire, a partire dal nome, che viene da mòn, mattone in piemontese, e da fèr, cavallo: i confini di questa terra vennero infatti definiti dal marchese Aleramo, vissuto tra il 904 e il 993, con una corsa a cavallo durata tre giorni e tre notti. Ma Casale Monferrato è famoso anche per i golosi biscotti Krumiri. Leggenda vuole che nacquero per caso, in un’Italia ancora influenzata dal clima risorgimentale, nel laboratorio di pasticceria di Domenico Rossi, durante una serata in compagnia dei suoi amici. Fantasia o realtà? Di certo, nel 1878, come attestano i giornali dell’epoca, i Krumiri erano già famosi e amati. La ricetta e la preparazione dei Krumiri sono rimaste le stesse di 140 anni fa e la loro forma “a manubrio” ancora ricorda i baffi di Vittorio Emanuele II: un omaggio di Domenico Rossi al re che aveva unito l’Italia. Se vi trovate in città provateli con un vino dolce del Monferrato, con il liquore al cioccolato o lo zabaione.

 

Grinzane Cavour (18° tappa, Abbiategrasso – Prato Nevoso, Km 196): tutto il gusto del Piemonte

Al 126° chilometro il Giro toccherà Grinzane Cavour immergendosi nel paesaggio vitivinicolo tra i più importanti d’Italia: Langhe-Roero e Monferrato, sito patrimonio Unesco. Da non perdere la visita al Castello, che risale al XIII secolo e che oggi è sede dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour dove poter degustare selezionate etichette di Barolo, Barbaresco e Barbera in primis ma anche grappe piemontesi da accompagnare con alcune tra le prelibatezze della zona: dai Tartufi dolci, ai Cuneesi al rhum, dal Nocciolato, ai Brutti e buoni e gli immancabili Baci di dama e i Giandujotti. D’obbligo un passaggio nella storia del luogo attraverso il Museo etnografico per rivivere la tradizione del tartufo e ripercorre le stanze in cui Camillo Benso conte di Cavour soggiornò che nell’Ottocento per quasi vent’anni. Inoltre proprio qui, agli inizi di novembre, si svolge l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba.

 

Lanzo Torinese (19° tappa, Venaria Reale – Bardonecchia, Km 15): il Ponte del Diavolo e le marmitte dei giganti

Ancora leggende in quel del Piemonte: a Lanzo Torinese potete passeggiare sul suggestivo Ponte del Diavolo, sul fiume Stura del Lanzo. Edificato nel 1378 per collegare Lanzo Torinese e le sue valli con Torino, si dice il ponte fosse stato ricostruito dal diavolo in persona, dopo essere crollato per ben due volte. In cambio, il diavolo avrebbe preso con sé l’anima della prima persona che avrebbe attraversato il ponte: gli abitanti della zona tentarono di ingannarlo facendo transitare un cagnolino, ma il diavolo si adirò così tanto per l’imbroglio che avrebbe sbattuto violentemente le sue zampe sulle rocce circostanti formando le caratteristiche “Marmitte dei Giganti“, profonde depressioni all’interno delle rocce, nate dall’erosione fluviale nelle località che, in ere preistoriche, era ricoperte da ghiacciai. Secondo un’altra versione della leggenda,  le “marmitte dei giganti” sarebbero delle pentole in cui il diavolo avrebbe cucinato la minestra necessaria ai suoi aiutanti per la costruzione del ponte.

 

Venaria Reale (19° tappa, Venaria Reale – Bardonecchia, Km 184): tra storia e natura

Insieme a Ceresole Reale, è l’unico comune italiano a poter fregiarsi del titolo “Reale”. A renderla famosa sono le Residenze Sabaude, parte del sito seriale Unesco, che comprendono la Reggia di Venaria Reale con i suoi giardini e gli ottocenteschi Appartamenti Reali di Borgo Castello siti nel Parco regionale La Mandria. Questa, con i suoi 3.000 ettari, è l’area naturale tutelata e recintata più grande d’Europa: qui si possono incontrare cervi, volpi, aironi, cinghiali, scoiattoli e cavalli. Gli amanti della storia d’Italia e delle sue magnifiche dimore potranno invece visitare il Castello della Mandria, Dimora di Caccia di Vittorio Emanuele II e della Bella Rosina, o andare alla scoperta dei resti di un ricetto medievale.

 

Bardonecchia (19° tappa, Venaria Reale – Bardonecchia, km 173): sul ponte più lungo del mondo

Durante l’inverno Bardonecchia è meta gettonatissima tra gli appassionati della neve e degli sci, ma anche l’estate è stagione che regala meraviglie: a Cesana Claviere, a mezz’ora di macchina da Bardonecchia, si trova il ponte tibetano più lungo del mondo. Proprio qui, immersi nella natura della Val di Susa, è possibile provare un’esperienza adrenalinica unica. Ben 468 metri di lunghezza ed un’altezza da terra di 30 metri: il percorso attraversa le Gorge di San Gervasio ed è costituito dalla successione di tre ponti in cavi. Chi ama camminare e fare trekking potrà inoltre percorrere gratuitamente anche svariate vie ferrate, divise per livelli di difficoltà. A partire da questo sabato e per i mesi di giugno e settembre il ponte tibetano sarà aperto nei weekend; nei mesi di luglio e agosto sarà aperto tutti i giorni.

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