L’isola preferita dai vip conserva però una profonda anima caraibica. La leggenda del famoso Triangolo nacque nel 1952, da un articolo di George Sand
Un piccolo paradiso terrestre in questo piccolo insieme di isole che – scusateci il bisticcio – più isolate non si può: una volta atterrati ad Hamilton, la capitale, in qualunque direzione guardiate, la terraferma è a oltre mille miglia di distanza, tanto che di notte la cosa più vicina sembra la sfolgorante Via Lattea, che si staglia su un cielo così pulito e nitido che sembra di poterla toccare.
Isole di origine vulcanica, che fanno parte di quell’immensa catena montuosa che corre in mezzo all’Atlantico. Great Sound, il grande golfo nel sud dell’isola principale, è quanto rimane di un’antica caldera. Banchi corallini sommersi circondano l’arcipelago rendendo facile e piacevole la balneazione. Le Bermuda sono ricoperte da lussureggiante vegetazione grazie alle frequenti piogge e alla fertilità del suolo. Al contrario dei Caraibi l’alta stagione a Bermuda decorre da marzo fino ad autunno inoltrato.
Bermuda è situata all’estremità nord-occidentale del Mar dei Sargassi, termine con il quale si indica quella porzione dell’Oceano Atlantico settentrionale che comprende a est anche le Azzorre. L’arcipelago è costituito da un’isola maggiore detta Main Island, dalla caratteristica forma arcuata e coronata da una miriade di isolotti.
Per questa sua tranquilla bellezza, Bermuda è soprattutto una delle isole preferite dal jet set mondiale. Nonostante questa su fama di approdo lussuoso, Bermuda è caraibica in pieno: la musica, il reggae e il calypso sono la colonna sonora di ogni strada e di ogni spiaggia.
Verso sud in lontananza, sotto le stelle che la notte riempino il cielo fino all’orizzonte, il Triangolo delle Bermude. Una leggenda che nasce nel 1952, quando il magazine Fate pubblicò un breve articolo di George Sand che riportava la presunta sparizione di molti aerei e navi inclusa la sparizione del Volo 19 e di un gruppo di cinque navi della United States Navy. Da qui la che aggiunge fascino a uno dei luoghi più belli e tranquilli del mondo.
Antonio Devetag
