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Slovenia: le meraviglie del lago di Bled

Mentre lo smartphone vi tempesta di spiagge tropicali o esotici panorami, ecco a un’ora e mezza da Trieste o Gorizia un paesaggio che sembra uscito da un libro delle fiabe.

Mentre lo smartphone vi tempesta di spiagge tropicali o esotici panorami, ecco a un’ora e mezza da Trieste o Gorizia un paesaggio che sembra uscito da un libro delle fiabe. Sì, perchè il lago di Bled  in Slovenia sembra dipinto da un pittore naif o tratto da una immaginaria geografia del giardino dell’Eden.

Un lago azzurro turchese, circondato dalle montagne ma in battuta di sole in qualsiasi stagione, e dall’inverno all’autunno sempre suggestivo, impreziosito da un’isoletta sfiorata dai cigni e dalle anatre e sulla quale torreggia la chiesetta di Santa Maria Assunta.

Talmente suggestiva da sembrare irreale, l’isola ispirò molte leggende, tra cui la campana dei desideri, che risale agli inizi del’500 e narra di una ricca vedova di Bled, Polissena, che inconsolabile per la perdita del marito, fece fondere una campana da issare sul campanile. Durante il tragitto la barca s’inabissò con vedova e campana e ancora oggi, dicono, quando tira la Bora, si sentono eccheggiare i lugubri rintocchi dal fondo del lago.

Ma a Bled ci si va anche per benessere e relax: le sorgenti termali della parte nordorientale sono citate in un testo del 1689 ma fu un medico  svizzero, Arnold Rikli, a valorizzarne le proprietà curative e a scoprire i vantaggi che le condizioni climatiche di Bled offrivano per una lunga stagione balneare. Oggi le proprietà terapeutiche delle acque di Bled sono utilizzate nelle tre piscine dei Grand Hotel Toplice, Park e Golf.  

Su lago si affaccia imponente il Castello di Bled, che si erge fiero e maestoso dal 1004, con la sua architettura che non sigurerebbe in un episodio di Games of Thrones arricchito da un museo storico e da una galleria delle erbe; sul cortile superiore si trova la cappella gotica, costruita nel 16° secolo e riedificata in stile barocco nel 17° secolo, ornata di affreschi illustri (sull’altare sono raffigurati i donatori dei possedimenti di Bled, l’imperatore germanico Enrico II e sua moglie Cunegonda).

Alle porte della città, sulla “Strada dell’Imperatore“,  una chicca gourmet di forte impronta etico-sostenibile: Vila Podvin che, grazie al quotatissimo chef sloveno  Uros Stefelin e alla creatività della sua compagna Marcela è diventato un punto di riferimento importante per tutta la comunità: il menù del ristorante offre rivisitazioni di piatti tradizionali realizzati solo con prodotti freschi e a chilometro zero.

A soli 10 Km a nord , è irrinunciabile una tappa a Radovljica, una piccola meraviglia che offre numerosi monumenti di architettura; tra i più importanti, la suggestiva chiesa di Sv. Peter (S. Pietro), il maniero con il museo dell’apicoltura, la fiabesca Casa della Tradizione Lectar (museo vivente, dove i celebri biscotti al pan di miele vengo prodotti, dal vivo, ancora con il metodo tradizionale) e l’unico fossato medievale ancora intatto esistente  in Slovenia.

Ulteriori informazioni: www.slovenia.info

 

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