
L’Italia frena
Il che non è in linea con le richieste del governo italiano. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sottolineato che un’ulteriore riduzione del bilancio «comporterebbe gravi difficoltà per l’Unione nel perseguire direttamente o sostenere gli Stati membri nel raggiungimento di obiettivi di eccellenza nella ricerca e nell’innovazione, nell’azione a protezione del pianeta, negli investimenti indispensabili a costruire un’Europa migliore per i nostri giovani, nella stessa gestione dei flussi migratori». Per il Governo italiano, dunque, il bilancio complessivo proposto dalla Commissione europea, ovvero l’1,11% del reddito nazionale lordo dell’UE-27 rappresenta il minimo accettabile per consentire il finanziamento sufficiente delle nuove priorità senza compromettere l’efficacia delle politiche tradizionali.
La linea sostenuta nella trattativa
Nel complesso, gli obiettivi dell’Italia nella negoziazione del Quadro finanziario pluriennale consistono nel dotare l’Unione europea degli strumenti necessari per affrontare le grandi sfide che è chiamata ad affrontare: non solo quelle delle cosiddettepolitiche “tradizionali” (Pac e coesione) ma anche in settori nuovi quali la transizione verde, la ricerca, l’innovazione digitale, la difesa,la competitività globale delle aziende. Secondo l’Italia, vanno adottati strumenti in grado di realizzare gli obiettivi del green deal europeo.
La proposta italiana: puntare su risorse proprie
A questo scopo l’esecutivo Conte due ha fatto presente agli interlocutori coinvolti nella trattativa che ci sarebbe modo di reperire le risorse necessarie per un bilancio maggiormente ambizioso senza pesare sui bilanci nazionali ovvero introducendo nuove risorse proprie, diverse da quelle delineate dalla Commissione.
Quali dovrebbero essere
L’Italia ritiene essenziale in particolare il mantenimento della risorsa Iva e si è espresso a favore di nuove risorse proprie che possano contribuire non solo ad allentare la dipendenza del QFP dai contributi degli Stati membri, ma che contribuiscano a promuovere le priorità politiche dell’Unione, quali il miglior funzionamento del mercato interno e la progressiva armonizzazione del quadro fiscale in chiave anti-elusione e anti-dumping. In particolare, si fa riferimento alla base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (CCCTB), alla FTT e alla web tax che non consisterebbero in meri trasferimenti di risorse dai bilanci nazionali ma, al contrario, permetterebbero di reperire risorse da quei soggetti (come le grandi imprese multinazionali) che finora hanno tratto vantaggio dal mercato unico senza partecipare o partecipando poco ai relativi costi.
… e ampi margini di flessibilità
Il Governo italiano ha anche messo in evidenza l’importanza che il bilancio mantenga ampi margini di flessibilità e disponibilità fuori bilancio, in modo da poter reagire alle numerose occasioni di emergenze naturali e sociali. Inoltre, ritiene molto importante mantenere la revisione intermedia del Quadro finanziario pluriennale, la cui eliminazione lo priverebbe del più importante meccanismo di revisione.











