
Anche psicologi e sociologi nel gruppo di lavoro istituito da Palazzo Chigi
di Gerardo Pelosi
2′ di lettura
Meno virologi ed epidemiologi, più manager, economisti, psicologi e sociologi. Cambia pelle la war rom del Covid-19 in Italia proprio in vista della Fase 2 dopo il 3 maggio. Senza rappresentare necessariamente un contraltare rispetto alla struttura messa in piedi presso la Protezione civile il premier Giuseppe Conte – come annunciato dal premier in conferenza stampa il 10 aprile – sta lavorando già da qualche giorno alla creazione di una task force che dovrebbe vedere la luce dopo Pasqua.
Colao a capo della task force
A guidare il gruppo di esperti sarà Vittorio Colao, ex ad di Vodafone e della Rcs dopo una lunga carriera manageriale passata tra McKinsey e Omnitel, che dovranno insieme ai virologi monitorare la curva del contagio regione per regione attività per attività per essere pronti alla ripartenza economica già per il 4 maggio.
Il nome di Colao era circolato nelle ultime settimane anche tra i possibili candidati ai vertici delle grandi società pubbliche quotate come Leonardo ed Eni. Oltre a economisti, statistici e manager il gruppo dovrebbe contemplare anche la presenza di psicologi e sociologi per valutare tutti gli effetti del confinamento su alcune fasce della popolazione più particolarmente deboli ed esposte ad il rischio di povertà ed emarginazione.
All’interno del comitato di esperti anche Elisabetta Camussi, docente di psicologia sociale all’università Bicocca di Milano, Roberto Cingolani, responsabile innovazione tecnologica di Leonardo, Giuseppe Falco, ad per il sistema Italia-Grecia-Turchia e senior partner di Boston Consulting Group, Enrico Giovannini, già presidente dell’Istat e ministro del Lavoro, Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti.
Sono componenti di diritto della task force per la fase 2 il commissario Domenico Arcuri e il capo della protezione civile Angelo Borrelli.











