
“Una rivoluzione – spiega Piero Misani Senior Vice President R&D and Cyber – che rispecchia la situazione che stiamo vivendo, un cambio che non è partito per il Covid ma che oggi torna utilissimo perché il passaggio al mondo digitale offre vantaggi enormi”. Questo non vuol dire che i collaudatori spariranno. Anzi. “Acquisiscono nuove competenze – spiega Misani – danno al tecnico diverse indicazioni, anche stando seduti nel simulatore. E tutto questo porta a ridurre i costi perché una maggiore velocità di progettazione ci porta ad avere più efficienza”.
Fare meno prototipi e meno test fisici fa risparmiare parecchio (affitto delle piste, viaggi, eccetera) e anche questo influisce sul costo finale. “Senza contare – continua Misani – che investendo in nuovi strumenti di calcolo riusciamo a cambiare anche la professionalità delle persone. Una volta contava tutto, o quasi, l’esperienza. Oggi invece è tutto molto più legato a metodi, a modelli, ai computer”.
Tutto questo porta a una riduzione del numero dei prototipi del 20%. E un taglio dei tempi del 30%. Risultati record, ottenuti però grazie a due fattori. Il primo è che Pirelli spende in ricerca r Sviluppo il 6,1% dei ricavi. Il secondo è che la casa della “P” lunga lavora a stretto contatto con le case automobilistiche (ha un numero di omologazioni per la case doppio rispetto a quello dei concorrenti). Le cose migliori, si sa, si fanno sempre insieme.
Fonte www.repubblica.it










