
ROMA – Assicurare trasparenza, evitare i circuiti illegali e certificare l’effettiva trasformazione dei rifiuti in risorse. Con questi obiettivi è stato sviluppato “Percorso Cobat” un nuovo software certificato Certiquality, capace di tracciare ogni componente dei veicoli che vengono demoliti e che permette alle case automobilistiche e autodemolitori di garantire trasparenza, tracciabilità e sicurezza nel campo della gestione dei mezzi a fine vita. Per il concetto di autodemolizione è una vera rivoluzione in grado di trasformare i rifiuti in una risorsa di economia circolare dell’automotive. Un’industria già esistente in Italia che può essere implementata facendola diventare un pilastro della “circular economy” del Paese, grazie anche allo stimolo delle nuove direttive europee, visto che l’Ue ci rimprovera poi di non essere allineati con il target comunitario (84,2% contro il 95% richiesto). Inoltre, l’Europa punta anche a incentivare il riutilizzo di parti di veicoli fuori uso come ricambi; rafforzare i sistemi di tracciabilità e di contabilità dei veicoli; incentivare il riciclo dei rifiuti da impianti di frantumazione dotati delle migliori tecniche disponibili, finalizzando lo smaltimento o il recupero energetico ai soli rifiuti non riciclabili.
Lo sviluppo di Percorso Cobat è stato avviato 3 anni fa, in concomitanza l’avvio della direttiva europea e a seguito del confronto con le associazioni degli autodemolitori e con le case automobilistiche. La sfida era quella di trovare un sistema universale in grado di dialogare con la maggior parte dei software già utilizzati dagli autodemolitori. La soluzione è stata quindi fornita da Cobat, società che da oltre 30 anni si occupa di economia circolare delle auto in tutte le varie componenti, prima con le batterie al piombo, ora anche con i pneumatici e le nuove batterie al litio. Percorso Cobat oggi permette alle case automobilistiche di avere accesso ai dati relativi ai veicoli che vengono demoliti e agli autodemolitori (che per aderire alla piattaforma, vengono certificati da un triplo controllo) di inserire i dati e i componenti di ogni veicolo in ingresso. La piattaforma certificata consente di consultare report, statistiche e schede veicoli, nonché di avere accesso immediato al magazzino, sia del singolo mezzo, sia all’intera lista ricambi.
Da segnalare poi che l’Ispra nel suo recente rapporto sui rifiuti speciali, ha ricordato che i veicoli a fine vita sono una categoria importante di rifiuti, soggetta a monitoraggio da parte dell’Ue. Una tipologia in continua crescita e che nel 2019 superava il milione e mezzo di tonnellate di rifiuti prodotti. Al lancio dell’iniziativa hanno partecipato Martina Nardi, presidente della Commissione attività produttive presso la Camera dei Deputati; Tommaso Foti, membro della Commissione ambiente della Camera; Stefano Ciafani, presidente di Legambiente; Cosimo Franco, direttore generale di Certiquality e dei rappresentanti delle associazioni di produttori, Luca De Vita, area relazioni istituzionali di Anfia e Antonio Cernicchiaro, vice direttore generale di Unraee, nonché di quelli di associazioni di autodemolitori come Car e Ada, con i relativi presidenti Alfonso Gifuni e Anselmo Calò. (m.r.)
Fonte www.repubblica.it












