La riduzione del numero di parlamentari – annuncia da New York il leader pentastellato – sarà «la prima prova di fiducia di questo governo». Quanto al tema della riforma elettorale, sarà eventualmente affrontato dopo «il taglio delle poltrone»: «Non voglio far piombare le famiglie italiane a discutere di sbarramenti, di premi»
di Vittorio Nuti
Luigi Di Maio (Ansa/Ap)
2′ di lettura
È tutto «un grande malinteso». Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leder M5S, liquida coì la richiesta di modifica dello Statuto 5 Stelle per mettere mano e limitare i poteri in mano al capo politico del Movimento. Una proposta maturata all’ultima assemblea degli eletti pentastellati a Palazzo Madama con l’appoggio di oltre 60 senatori ma non approvata. «Sono stato eletto capo politico con l’80% di preferenze, non con il 100% ed è giusto che ci sia chi non è d’accordo ma far passare quelle 70 firme per 70 firme contro di me…» minimizza di Maio da New York.
GUARDA IL VIDEO: La fiducia vien votando, Di Maio: Pd voti taglio dei parlamentari
Movimento diviso
«Ci sono persone – spiega poi ai microfoni di Rainews24 – che potrei definire amiche e con cui lavoro ogni giorno che mi hanno chiamato e mi hanno detto che è un grande malinteso: “Non è contro di te ma per rafforzare il gruppo parlamentare”». La richiesta di ridimensionare il ruolo del capo politico del Movimento è frutto della contrapposizione di due fazioni interne, pro e contro Di Maio che potrebbe portare a una mediazione del Garante Beppe Grillo atteso in settimana nella Capitale. E ha convinto il capo politico a rilanciare da New York sulla battaglia cardine del Movimento, quella del taglio dei parlamentari.
Riforma elettorale «eventualmente dopo il taglio alle poltrone»
Tornando sul tema nell’intervista a Sky Tg24 Di Maio ha infatti annunciato che il taglio del numero dei parlamentari sarà «la prima prova di fiducia di questo governo». «Mancavano due ore di lavoro alla Camera – ha ribadito Di Maio – e si potevano tagliare 345 parlamentari per sempre. Ora quelle due ore di lavoro bisogna decidere in quale giorno farle» e questo deve avvenire «il prima possibile, nelle prime settimane di ottobre, in modo che tra quindici giorni tutto il Paese possa sapere che questo governo come primo atto importante ha tagliato 345 poltrone». Quanto al tema della riforma elettorale, sarà eventualmente affrontato dopo «il taglio delle poltrone»: «Non voglio far piombare le famiglie italiane a discutere di sbarramenti, di premi».
https://www.ilsole24ore.com/art/fronda-m5s-maio-minimizza-un-grande-malinteso-AClrAmm











