Con il prezzo del gas sempre più alto, preoccupa il tema dell’energia, soprattutto in vista dell’autunno. L’Unione europea convoca entro metà settembre un Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia per affrontare l’emergenza. Il dibattito tiene banco nella campagna elettorale italiana a circa un mese dalle elezioni.
La proposta di Calenda. “Lo ripeto: abbiamo bisogno di un time out e un confronto tra i partiti su come intervenire sulle bollette. Il no gas di Letta e la proposta di Meloni non reggono. Troviamo un accordo per il bene dell’Italia”. Su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda, rilancia la proposta avanzata giovedì. “Il mio appello è soprattutto a Meloni e Letta – dice in un video -, di essere chiari su alcune cose di fondo: saremo responsabili sul bilancio, vogliamo il rigassificatore, andiamo da Draghi, chiediamo tutti quanti di fare un intervento molto ampio perché altrimenti l’economia italiana entrerà in recessione rapidissimamente”.
“Con quale credibilità chi trentasette giorni fa ha fatto cadere il Governo Draghi pretende oggi dal Governo Draghi misure per la crisi energetica? #Salvini #Berlusconi #Conte”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd, Enrico Letta.

“Il mandato del M5S non è mai stato chiudere gli occhi e ‘non disturbare’ l’osannato Governo dei Migliori. Il nostro mandato è sempre stato e sempre sarà la difesa degli interessi dei cittadini, a partire dai meno garantiti. Se ci fossimo mossi per tempo avremmo potuto prevenire con maggiore efficacia e minori costi la spirale recessiva già innescata da mesi. Ora tutti i partiti in campagna elettorale stanno scoprendo che avevamo ragione. Allora andiamo subito in Parlamento per sostenere anche con le altre forze politiche interventi massicci. Si è perso già troppo tempo”. Così su Facebook il leader del M5s Giuseppe Conte.
“Più 711 euro a famiglia: questa – secondo Codacons – è la stangata di autunno che si abbatterà sui cittadini, schiacciati da bollette e spesa alimentare – scrive Conte nel post -. Non siamo disposti a far ricadere sulla testa delle persone i ritardi accumulati su tetto al prezzo del gas, scostamento di bilancio, tassazione su extraprofitti ben più efficace, taglio Iva sui beni alimentari”. “Quando abbiamo alzato la voce con il Governo, già 6 mesi fa, per un piano straordinario di interventi ci sono piovute addosso accuse di tutti i tipi – aggiunge l’ex premier -. Nel migliore dei casi eravamo i disturbatori che creano ‘fibrillazioni’ nella placida armonia dell’equilibrio di governo”.
“Sicuramente servirà un intervento da 30 miliardi di euro in manovra di bilancio per affrontare la crisi energetica. Servono almeno 30 mld di euro per evitare una strage di aziende che altrimenti ad ottobre chiudono. Noi chiederemo all’Europa, se gli Italiani ci voteranno, un Pnrr, un piano di intervento straordinario, come c’è stato sulla pandemia, adesso sull’energia, senza che faccia debito”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, parando a Bari ad un incontro elettorale. “Perchè – ha aggiunto – o il governo italiano riesce a mettere 30 miliardi nelle casse in liquidità delle aziende oppure ci ritroviamo qui a novembre e abbiamo la metà delle aziende che rischia di chiudere”. “Spero a che a Bruxelles facciano tutto il possibile per fermare la guerra – ha detto esprimendo nuovamente dubbi sulla utilità delle sanzioni – perchè più va avanti la guerra, più persone muoiono in Ucraina, ma più alta sarà la bolletta di gas e luce in Italia”.
Fonte Ansa.it











