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Dopo il giuramento al Quirinale il primo Cdm a Palazzo Chigi
È il 5 settembre quando, dopo aver giurato nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, la nuova squadra si riunisce a Palazzo Chigi per il primo consiglio dei ministri. Un consiglio dei ministri, peraltro, non “di facciata”: oltre alla passaggio della campanella, prassi di immagine a beneficio delle telecamere, il governo decide di partire subito con il piede sull’acceleratore. Esercita il cosiddetto “Golden power”, ovvero i poteri speciali grazie ai quali ha la possibilità di porre un veto sulle operazioni che coinvolgono asset strategici per il paese. In questo caso l’attenzione della nuova compagine cade sul comparto delle tlc: la stretta del nuovo esecutivo riguarda gli accordi tra alcuni operatori (Wind Tre e Fastweb) con i due colossi cinesi Huawei e Zte, nell’ambito della tecnologia 5G. Una tecnologia che riveste un’importanza srategia, non solo per l’Italia ma anche per l’intera Alleanza atlantica, considerato che da quelle reti pasano anche dati sensibili sotto il profilo della sicurezza. Sempre in quell’occasione il governo decide di impugnare una legge della Regione Friuli Venezia Giulia in quanto alcuni passaggi in materia di immigrazione appaiono discriminatorie.
Commercio estero a Farnesina, Turismo a Beni culturali
Trascorrono due settimane. Nuovo consiglio dei ministri. Questa volta il governo M5S-Pd dà il via libera a un decreto per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei ministeri. Il provvedimento contiene, tra l’altro, il ritorno delle competenze sul turismo al ministero per i Beni culturali e il ritorno di quelle sul commercio estero dal ministero dello Sviluppo economico al ministero degli Esteri.
L’azzeramento delle clausole Iva messo nero su bianco nella Nadef
Ma la decisione più di peso in questo mese di vita arriva lunedì 30 settembre quando, dopo una notte che ha registrato una dura trattativa all’interno della maggioranza, il Consiglio dei ministri approva la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2019. La Nota definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio.
La misura principale è l’azzeramento delle clausole di salvaguardia sull’Iva per il 2020 e la loro riduzione per il biennio 2021-2022. Per l’annno prossimo la NaDef fissa un obiettivo di deficit pari al 2,2% del prodotto interno lordo. Nel 2020 è attesa una crescita del Pil pari allo 0,6 per cento.
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