ZELTWEG – “Dovizioso e la Ducati? Una bellissima storia d’amore, che ha reso migliori entrambi. Non cercate vittime o colpevoli, perché non ci sono: al termine dell’anno si diranno addio, ma speriamo che in questi mesi riescano a regalarci la gioia più grande. Se lo meritano”. Paolo Campinoti è lo storico proprietario del team Pramac, nella MotoGP dal 2002 (e ora anche MotoE), la cantera di Borgo Panigale: Andrea Iannone e Danilo Petrucci sono passati di qui, tanto per dire, insieme a Loris Capirossi, Toni Elìas, Alex Barros. In questa stagione, per l’imprenditore toscano corrono i giovani e talentuosi piloti che il prossimo anno passeranno alla squadra ufficiale della Rossa: la “promozione” dell’australiano Jack Miller è già stata formalmente annunciata, quella del torinese Francesco ‘Pecco’ Bagnaia è prossima.
Dopo il successo di domenica scorsa, Dovizioso è tornato tra i favoriti per il titolo: rischia di vincere il mondiale e poi ritrovarsi disoccupato dopo 8 anni di fedele servizio alla Ducati. Che assurdità.
“In questo periodo credo che il rapporto tra pilota e azienda abbia arricchito tutti e due, sotto ogni aspetto. Sportivo, ed economico. Hanno vinto tante gare, sfiorando per 3 anni consecutivi il successo finale”.
Però c’era un certo Marquez.
“Quello è un furia, una miscela mostruosa di intelligenza, tecnica e prepotenza fisica. Un unicum difficilmente battibile. Un peccato, che abbia incrociato la loro strada proprio in queste stagioni”.
Un altro pilota sulla Ducati avrebbe potuto battere il Cannibale?
“Impossibile dirlo. Però è vero che la Ducati in griglia è stata una moto superiore a tutte le altre: per prestazioni e sviluppo costante. In questi ultimi anni ci hanno vinto tanti piloti diversi, con la Rossa. Diciamo che Marquez e la Ducati sono stati i migliori”.
Dicono che a Borgo Panigale non sappiano gestire bene i propri campioni.
“Io sono in rapporti con loro da tanto tempo, e li ho sempre visti lavorare benissimo. Credo che anche Dovizioso si sia trovato a suo agio, altrimenti non sarebbe rimasto per 8 stagioni. Ducati ha messo in piedi un gran vivaio, anche grazie a noi. Ha un progetto, una visione: sui piloti ha sempre fatto delle scelte intelligenti, tenuto conto del bilancio”.
Perché le giapponesi – e ora la Ktm – possono investire di più.
“La Honda è come il Psg del calcio: non bada a spese. Così è più facile, o no? E la Yamaha ha subito messo mano al portafoglio per assicurarsi Quartararo, Vinales. Vuol sapere di quante volte è più alto lo stipendio che la Suzuki versa a Mir, rispetto a quello che la Ducati paga per Bagnaia?”.
Otto volte, si racconta.
“Diciamo che non è semplice, vincere e far quadrare i conti, così come lottare per un titolo contro chi ha budget infinitamente più grandi”.
Un momento: per Lorenzo, la Rossa ha speso 24 milioni in 2 anni.
“Lorenzo allora fu una scelta rischiosa e costosa, lo sbaglio è stato non continuare a puntare su di lui. Perché se Jorge mette insieme tutte le tessere del suo mosaico, è l’unico che può tenere testa a Marquez. Purtroppo Lorenzo ha impiegato più del previsto ad arrivare ad un certo livello con la Ducati: e quando è successo si è infortunato, poi le cose sono precipitate. Il rapporto tra Dovi e l’azienda nel frattempo si era un po’ incrinato”.
Certo che se ora Dovizioso – complice l’assenza di Marquez – porta a casa il titolo…
“Glielo auguro di cuore a tutti e due: Andrea, la Ducati. Sarebbe il giusto coronamento della loro storia”.
Ma nel 2021 chi correrà con la Pramac? Dicono lo spagnolo Martin (22 anni) abbia già firmato, e che se l’irruento Zarco resta in Avintia allora arriva Luca Marini (23), il fratello di Valentino. Intanto Ducati ha messo gli occhi su Enea Bastianini (22).
“Posso solo dire che la nostra sarà ancora una squadra giovane, piena di talento. Allegra, avventurosa. E vincente”.
Fonte www.repubblica.it











