
Un emozionante pareggio infinito – i protagonisti che sono andati 10 minuti oltre il tempo di gioco previsto, nella speranza di vincere – ha chiuso l’incontro tra Nuova Zelanda ed Australia (16-16), con la Bledisloe Cup in palio, e aperto la serie di test-match internazionali che nelle prossime settimane vedranno scendere in campo tutte le grandi nazioni ovali. Nel mese di ottobre l’Italia recupererà le ultime due partite del Sei Nazioni 2020, rinviate per la pandemìa, affrontando a porte chiuse l’Irlanda a Dublino il 24 ottobre, e una settimana più tardi l’Inghilterra all’Olimpico.
Ioane, errore imperdonabile
A Wellington, davanti a spettatori, gli All Blacks sono stati fermati sul pareggio ma hanno seriamente rischiato di perdere l’imbattibilità casalinga coi “cugini” pacifici, che dura da 19 anni: a tempo scaduto l’australiano Hodge ha colpito il palo su punizione da oltre metà campo. I Wallabies hanno impressionato nella seconda metà di gara, dopo aver chiuso in svantaggio (3-8) i primi 40 minuti. Blacks a segno dopo 9′ con Jordi Barrett e una punizione sempre dell’ala (27′) cui hanno risposto i Wallabies con un calcio di O’Connor (30′), ma l’imperdonabile Rieko Ioane allo scadere del primo tempo si è fatto cadere di mano l’ovale in area di meta, un istante prima di schiacciarlo a terra.
Il clamoroso palo di Hodge
Nella ripresa la meta di Aaron Smith dopo 4 minuti sembrava indirizzare l’incontro decisamente a favore dei padroni di casa, invece venivano fuori i Canguri: due mete di Koroibete (52′) e Daugunu (63′), una punizione di O’Connor (74′) cui ha rimediato – a un minuto dalla fine – un altro calcio di Jordie Barrett. Invece di accontentarsi del pari, le due squadre hanno cominciato a sfidarsi dopo l’80’: prima il palo di Hodge, poi una serie di incredibili ribaltamenti di fronte fino a quando gli ospiti hanno calciato la palla in tribuna.
Fonte www.repubblica.it












