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Decreto Alitalia, ok della Camera: prestito da 400 milioni da restituire entro 6 mesi

il provvedimento passa al senato

Il testo è stato approvato a Montecitorio con 256 voti a favore, nessun contrario e 171 astenuti (l’intera opposizione)

14 gennaio 2020


Alitalia, arriva il commissario unico

2′ di lettura

Via libera della Camera al decreto Alitalia, il provvedimento che concede alla compagnia aerea un ulteriore prestito da 400 milioni. Il testo, approvato a Montecitorio con 256 voti a favore, nessun contrario e 171 astenuti (l’intera opposizione), passa al Senato per la conversione in tempi utili prima della scadenza del 31 gennaio. Un emendamento della commissione al decreto legge approvato all’unanimità dall’Aula della Camera prevede che il prestito andrà restituito, con capitale ed interessi, «entro sei mesi dalla erogazione». Dopo l’ok arrivato in serata, ci sarà una corsa contro il tempo al Senato.

31 maggiotermine non perentorio per la vendita della compagnia
L’emendamento approvato, che fissa una deadline per la restituzione, è stato preparato sulla base delle indicazioni della Commissione Politiche europee di Montecitorio in linea con la normativa europea sugli aiuti di Stato. La scorsa settimana il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha affermato che «il Governo è convinto» che con questa ultima tranche di prestito e «anche con la riformulazione del pagamento degli interessi del Mef, che libera cassa per ulteriori 150 milioni», Alitalia «può arrivare alla conclusione della procedura di amministrazione straordinaria». Sempre Patuanelli ha chiarito che la data del 31 maggio prossimo non è il termine perentorio per la vendita della compagnia ma «è il termine che viene dato al commissario» Giuseppe Leogrande «per espletare la procedura di cessione» di Alitalia.

Alta adesione agli scioperi
Intanto oggi i sindacati rivendicano che c’è stata «un’alta adesione agli scioperi» che hanno interessato Enav, alcuni vettori tra cui Air Italy, Easy Jet, Volotea, Abastar, Ernest, ed alcune imprese che operano negli aeroporti italiani. «Siamo dovuti ricorrere ancora una volta allo sciopero per denunciare lo stato emergenziale in cui riversa il settore, che nonostante il costante aumento del traffico passeggeri, è pervaso da crisi aziendali, da inefficienze di sistema e da condizioni di lavoro inaccettabili per i lavoratori», sottolineano Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl Ta, minacciando ulteriori forme di mobilitazione se il Governo non interviene per risolvere i problemi del trasporto aereo.

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