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La lira Turca crolla, Erdogan: “se loro hanno i dollari, noi la nostra gente, la nostra fede”

La Russia prende contromisure per sostenere il rublo. La crisi della Turchia riverbera anche a Mosca, dove la banca centrale, allo scopo di sostenere le quotazioni del rublo, ha tagliato stamani l’ammontare di valuta estera che acquista regolarmente.

Se gli Usa non “invertono la tendenza all’unilateralismo e alla mancanza di rispetto saremo costretti a iniziare a cercare nuovi amici e alleati”: lo scrive Recep Tayyp Erdogan in un articolo sul New York Times dopo la giornata di tensione di ieri sui mercati per la crisi della lira turca, e la decisione di Donald Trump di raddoppiare i dazi su acciaoio e alluminio turchi.

“Le azioni unilaterali degli Usa nei confronti della Turchia – scrive il presidente turco – serviranno solo a minare gli interessi e la sicurezza americani”. “Prima che sia troppo tardi – scrive Erdogan – Washington deve rinunciare all’idea che le nostre relazioni siano asimmetriche, e accettare il fatto che la Turchia ha alternative”.

La crisi della Turchia ieri ha spaventato i mercati con effetti sullo spread e l’euro mentre le Borse hanno chiuso tutte in calo, con ribassi specialmente sui titoli delle banche. Ma il presidente turco Racep Tayyip Erdogan, parlando durante una visita alla città settentrionale di Bayburt ad un gruppo di fedeli musulmani, ha detto che il governo turco “non perderà la guerra economica”, invitando alla calma e sollecitando la popolazione a cambiare la moneta straniera in quella locale.

”Ho appena autorizzato un raddoppio dei dazi sull’acciaio e l’alluminio della Turchia in quanto la loro valuta, la lira turca, e’ in rapido calo nei confronti di un dollaro molto forte. I dazi sull’alluminio saranno ora al 20% e quelli sull’acciaio al 50%. I nostri rapporti con la Turchia non sono buoni al momento”. ha però annunciato in un tweet il presidente americano Donald Trump. 

La Russia prende contromisure per sostenere il rublo. La crisi della Turchia riverbera anche a Mosca, dove la banca centrale, allo scopo di sostenere le quotazioni del rublo, ha tagliato stamani l’ammontare di valuta estera che acquista regolarmente per proteggere l’economia dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio. Il rublo ha così recuperato terreno a 66,8575 dollari dopo aver toccato i 67 dollari stamani, il minimo dal giugno 2016.

BCE PREOCCUPATA PER LE BANCHE La vigilanza è preoccupata per il contagio della crisi economica e monetaria turca sulle banche europee. Lo scrive l’Ft che cita come le più esposte l’italiana Unicredit, la spagnola Bbva e la francese Bnp Paribas. Secondo il quotidiano la situazione non sarebbe ancora critica ma viene monitorata da vicino. Quest’anno la moneta turca ha perso un terzo del suo valore a causa delle politiche del presidente Erdogan, in aperto contrasto con i paesi occidentali (si parla di sanzioni dagli Usa) e che ha ridotto, dopo la vittoria elettorale di giugno, ancor più l’autonomia della banca centrale impedendo una stretta monetaria giudicata necessaria in uno scenario mondiale di tassi in rialzo. Anche i dicasteri economici sono stati posti sotto stretto controllo del presidente aumentando così i timori degli investitori.

(ANSA)

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