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Il microbiota intestinale: un’ecosistema composto da circa 10000 miliardi di batteri e altri microrganismi, tra cui lieviti e virus

Il calvario di chi ha problemi intestinali, lo comprende soltanto chi ne soffre.

Chi deve convivere con problemi intestinali cronici,diarrea, stipsi, gonfiore, tensione addominale, sanguinamento, stimolo illusorio e improduttivo, fitte, spasmi,sa quanto sia difficile condurre una esistenza serena, con disturbi che accentuano la fatica fisica e mentale, con disagi ed imbarazzi che condizionano l’umore e possono perfino compromettere la buona riuscita degli intenti. L’intestino ormai scientificamente riconosciuto come «secondo cervello» dell’essere umano,  a sua volta influenza in negativo il buon funzionamento di quella parte dell’organismo chiamato cervello. 

Ma cos’e’ il  microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale(chiamato anche  “microbioma” pur essendoci una piccola differenza tecnica) è uno degli elementi fondamentali di tutto l’ecosistema intestinale composto da circa 10000 miliardi di batteri e altri microrganismi, tra cui lieviti e virus. Comprende tre componenti: la barriera intestinale, che è un filtro molto selettivo e importante per il benessere dell’intero organismo, una struttura di tipo neuroendocrino oggi chiamata comunemente “secondo cervello” e, infine, il microbiota intestinale che, pur non essendo un vero organo perché funzionalmente ci appartiene anche se non dal punto di vista anatomico, da sempre ci accompagna nell’evoluzione filogenetica.

Con questo termine si definisce la comunità microbica del tratto enterico – alcuni autori ritengono in numero simile al numero di cellule del corpo umano, altri addirittura 10 volte maggiore –, costituita prevalentemente da batteri, oltre a lievitiparassiti e virus. Quando queste comunità vivono in equilibrio vi è una condizione definita di eubiosi.

Il microbiota intestinale è un sistema complesso e dinamico che cambia e si evolve durante la nostra vita in base a fattori dietetici, ambientali, patologici, farmacologici e all’età. In generale, uno stato di eubiosi è caratterizzato da una forte presenza di Firmicutes e Bacteroidetes e da una bassa percentuale di Proteobacteria, che, invece, aumentano durante gli stati infiammatori. Un altro aspetto da sottolineare è la ben nota interazione tra il microbiota intestinale e il sistema immunitario: non dimentichiamoci che l’intestino è sede fondamentale di strutture e reazioni immunitarie». 

Pertanto, il ruolo che svolge un microbiota in buon equilibrio, in eubiosi, è fondamentale per la salute generale dell’organismo.

Firmicutes e Bacteroides rappresentano circa il 90% e molto spesso negli ultimi anni la ricerca ha dimostrato come il variare del rapporto tra queste componenti faciliti e promuova uno stato di disbiosi che può essere correlata a malattie non soltanto dell’apparato digerente, ma anche, solo per citarne alcune, a Diabete e Obesità,Dermatite, Patologie cardiovascolari, Alzheimer, Parkinson o addirittura a Malattie sistemiche.

È innanzitutto necessario sottolineare che il microbiota intestinale è legato all’età: l’organismo cerca da sé di mantenere un equilibrio adeguato della composizione microbica, soprattutto nella fase centrale della vita. Nei primi due anni, quindi nella tarda e nella prima infanzia, questo equilibrio è molto più instabile e viene addirittura a mancare negli anziani, nei quali assistiamo a variazioni significative del microbiota. Ma anche negli adulti il microbiota ha piccole variazioni giornaliere, condizionate soprattutto dall’alimentazione :per esempio le diete iperproteiche o con troppi carboidrati, e degli stili di vita sbagliati (non fare attività fisica, fumo, l’abuso di alcool, ecc.) protratti nel tempo. Ma a condizionare negativamente e  modificare l’equilibrio e la composizione del microbiota  troviamo anche i farmaci. Infatti, larga parte della popolazione assume farmaci in modo cronico e questo contribuisce a variare profondamente il microbiota.

Anche l’uso di inibitori di pompa protonica (PPI), cortisonici e contraccettivi orali  creano disbiosi subdole, che non vengono percepite immediatamente dal paziente come quelle acute. Al contrario degli antibiotici che scatenano disbiosi acute con sintomi facilmente rilevabili come diarrea, dolore addominale e meteorismi. L’ alterazione del microbiota intestinale dal punto di vista metabolico comporta,  il passaggio di sostanze tossiche, di allergeni, di microbi nel torrente circolatorio e quindi dall’intestino a tutto l’organismo. Ecco perché è necessario mantenere l’eubiosi del microbiota intestinale.