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Funerali Andrea Camilleri, addio al Cimitero Acattolico/ Saluti di Montalbano e Mimì

Si terrà oggi alle ore 15 l’ultimo saluto dell’immane folla di affezionati, amici, famiglia e ammiratori di Andrea Camilleri dopo la morte avvenuta ieri mattina a seguito di un lungo ricovero per quel dannato infarto patito il 17 giugno scorso: la moglie Rosetta Dello Siesto, la figlia Mariolina e tutta la cerchia di familiari che per un mese sono stati al capezzale dell’iconico e geniale scrittore “papà” di Montalbano hanno deciso che non vi sarà né una camera ardente né dei funerali solenni pubblici. Bensì a Camilleri verrà reso omaggio a partire dalle ore 15 presso il Cimitero Acattolico di Roma, nel quartiere Testaccio: un ultimo saluto, un addio commosso di tutti quelli che da Montalbano e non solo sono rimasti colpiti dal segno indelebile lasciato dallo poeta siciliano nella cultura del nostro Paese. Non ci sarà però nessun momento pubblico per le esequie del 93enne autore delle “Conversioni su Tiresia”: per volontà di Andrea Camilleri stesso il funerale si svolgerà sempre oggi in forma privata e solo al termine verrà reso noto dove riposeranno le spoglie dell’amato scrittore. «Mi piacerebbe che ci rincontrassimo tutti quanti, qui, in una sera come questa, tra cento anni», con queste parole lo stesso Camilleri concludeva la sua Conversione su Tiresia e proprio con quel messaggio la sua famiglia ha voluto invitare tutti, lettori e amici, nell’ultimo grande addio sulla Terra al geniale autore di Montalbano.

CAMILLERI, I SALUTI COMMOSSI DI “SALVO”, “MIMÌ” E “CATARELLA”

Inutile girarci attorno, Andrea Camilleri è così amato e così stimato proprio per quegli innumerevoli libri sulle vicende della Vigata letteraria (in realtà Porto Empedocle e Scicli nella realtà): dai romanzi sono stati poi tratti gli episodi della fiction più longeva e di successo della tv italiana. Camilleri e Montalbano sono un binomio quasi inscindibile, esattamente come l’attore che ha interpretato il Commissario ininterrottamente fino ad oggi, Luca Zingaretti. Sono già previsti 3 episodi per il 2020 ma ieri durante le riprese per la nuova stagione è arrivata la notizia terribile che nessuno avrebbe mai voluto ricevere: tutta la troupe ha voluto sospendere per un’intera giornata i lavori dopo la morte di Camilleri, con la commozione e il silenzio nel quale tanti attori e semplici operanti si sono “rinchiusi” in quel di Scicli. Ad impressionare sono stati tre “saluti” su tutti, nei tre protagonisti forse più iconici dei romanzi-fiction di Montalbano: il commissario Salvo, il vice Mimì e l’agente Catarella. Zingaretti in un lungo messaggio ha commosso e si è commosso: «mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive». Cesare Bocci (Mimì Augello nel romanzo di Camilleri) in maniera ermetica ha scritto sui social «Continuate a volare libero, maestro…»; molto più lungo e sentimentale invece il messaggio lanciato da Angelo Russo, il mitico Catarella nella serie. Prima cita un intero passo del romanzo “Il ladro di merendine” dove interviene il “suo” personaggio e poi scrive: «con un “semplice” atto della scrittura è stato capace di cucirmi addosso un personaggio al quale sono molto affezionato e grazie a Lei tutti mi amano; non bastano parole per esprimere il grosso dispiacere e l’enorme affetto da parte mia nei suoi confronti. Mi porterò dentro i vari insegnamenti e tutti gli aneddoti che riempivano gran parte del tempo assieme e continuerò a portare in alto il suo nome interpretando al meglio il suo amato Catarella. Ci rivedremo Maestro, con affetto!».

CHE COS’È IL CIMITERO ACATTOLICO

L’ultimo addio al Maestro siciliano Andrea Camilleri avverrà in un luogo “strano” come il Cimitero Acattolico degli Stranieri di Roma: artisti e poeti, ma non solo, sono seppelliti in questa location storicamente aperta a tutti coloro non volessero far parte della cattolicità e del culto per la morte e sepoltura della Chiesa. Nel 1716 Papa Clemente XI concesse questo luogo per le sepolture visto che nello Stato Pontificio non era ammesso la sepoltura dei viandanti stranieri (pratica che per fortuna è stata poi superata, ndr): come racconta Fanpage, le tombe del Cimitero dove si terrà l’ultimo saluto a Camilleri si caratterizzano per l’assenza di foto sulla lapide, ma in molti casi sono così elaborate che sembra di trovarsi di fronte a un cimitero monumentale. Sono presenti molti artisti stranieri morti nella storia mentre erano in viaggio a Roma: tra i più famosi certamente John Keats, Percy Bysshe Shelley, Willian Story. Ma sono presenti anche diversi italiani, anche se in forma minore, come Antonio Gramsci, Emilio Lussu, Dario Bellezza, Carlo Emilio Gadda, Luce d’Eramo. Ancora non è chiaro se Camilleri alla fine verrà sepolto qui o se invece in un altro cimitero cittadino o se addirittura nella sua amata Sicilia: di certo però la cornice di questo Cimitero è da un lato affascinante dall’altro malinconica e senza una “prospettiva” sull’aldilà, come del resto voleva lo stesso Andrea Camilleri. È anche vero però che negli ultimi anni, nonostante il suo convinto ateismo, un piccolo “dubbio” si era fatto spazio in lui: in diverse interviste negli ultimi anni ripeteva «non credo, ma forse avrei bisogno di Dio nella mia vita». Il concetto vale anche per il dopo-vita e con questo augurio diamo anche noi come redazione il commosso saluto ad uno dei grandi della letteratura italiana.

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E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita’ che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perchè il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca

Un post condiviso da Luca Zingaretti (@luc_zingaretti) in data: 17 Lug 2019 alle ore 1:27 PDT

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