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"BepiColombo", parla italiano la prima missione spaziale europea verso Mercurio

È decollato alle 3,45 italiane il satellite europeo BepiColombo, parte della cui strumentazione è stata progettata in Italia. Raggiungerà Mercurio, pianeta più vicino al Sole, tra 8 anni dopo un viaggio 9 miliardi di km attraverso il Sistema Solare
Mercurio
Mercurio, il più piccolo pianeta del Sistema Solare e il più vicino al Sole

È stato lanciato con successo il satellite europeo BepiColombo, protagonista della prima missione europea diretta verso Mercurio, il pianeta più interno del Sistema Solare e il più vicino al Sole. Il lancio è avvenuto alle 22:45 locali (3.45 in Italia) dal centro spaziale di Kourou, nella Guayana Francese: da qui il lanciatore Ariane 5 ha portato il veicolo (raggiungendo una velocità assoluta vicina ai "40 mila chilometri orari") nella posizione orbitale che gli permetterà di prendere la direzione corretta per cominciare il viaggio verso Mercurio. Un viaggio di nove miliardi di chilometri attraverso il Sistema Solare che durerà sette anni.

Nata dalla collaborazione fra le agenzie spaziali di Europa (Esa) e Giappone (Jaxa), la missione BepiColombo avrà il compito di studiare il pianeta meno esplorato dagli scienziati, il più piccolo del Sistema Solare e il più vicino al Sole, ancora pieno di misteri e cruciale per sottoporre la teoria della relatività di Einstein all'esame più severo che abbia mai affrontato. Una sfida tecnologica da due miliardi di euro, alla quale si sta lavorando da circa 20 anni, con l’obiettivo di orbitare per un anno vicino a Mercurio, come nessun altro veicolo ha mai fatto finora, sopportando temperature che oscillano da 430 gradi nel lato esposto al Sole a meno 180 gradi nel lato in ombra. "Mercurio è un pianeta affascinante e a renderlo tale è la sua vicinanza al Sole. Siamo curiosi - ha detto il direttore generale dell'Esa, Jan Woerner - che conoscerlo meglio ci aiuterà a capire come si è sviluppato il Sistema Solare e forse potemmo avere molto da imparare anche riguardo all'origine della vita perché non sappiamo affatto come potrebbe svilupparsi in pianeti diversi dal nostro".

sistema solare

La missione BepiColombo, che porta il nome del matematico e ingegnere italiano Giuseppe Colombo (1920-1984), vede l'Italia in prima fila con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) con le sue strutture di Roma e Padova, l'università Sapienza di Roma, che hanno progettato buona parte della sofisticata strumentazione a bordo del satellite. La superficie del pianeta sarà infatti osservata e mappata grazie al contributo scientifico dell'Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifn). In particolare grazie a 'Elena', strumento per la misura di specie neutre nell'atmosfera di Mercuri, il cui responsabile è Stefano Orsini dell'Inaf-Iaps e alla cui progettazione hanno contribuito ricercatori Cnr-Ifn di Roma. Lo strumento, inserito in un package che raccoglie diverse apparecchiature per la misura di atomi e ioni dell'atmosfera del pianeta, si basa su un diaframma attivo (shutter) che permette di 'far passare' le particelle schermando, contemporaneamente, l'eccesso di radiazione UV. È stato progettato per resistere all'ampia variazione di temperatura che si registra tra il viaggio e le alte temperature di esercizio, data la vicinanza del pianeta al Sole. E ancora con Phebus (Probing Hermean Exosphere By Ultraviolet Spectroscopy), uno spettrometro EUV/UV dedicato allo studio dell'esosfera del pianeta Mercurio sviluppato in collaborazione fra quattro paesi: Francia, Russia, Giappone ed Italia. La sede di Padova del Cnr-Ifn è stata responsabile del contributo italiano allo strumento e ha partecipato all'integrazione e curato la calibrazione ottica. Infine, Simbio-Sys (Spectrometers and Imagers for MPO BepiColombo Integrated Observatory SYStem), cuore della missione, è uno strumento che rappresenta lo stato dell'arte nella miniaturizzazione della componentistica e meccanica da volo, realizzato per l'80% dalla comunità scientifica italiana. Il responsabile dello strumento è Gabriele Cremonese di Inaf-Osservatorio Astronomico di Padova. SMBIO-SYS è composto da tre fotocamere: una camera ad alta risoluzione per lo studio dettagliato della geologia di Mercurio, una camera iperspettrale dedicata allo studio della composizione della superficie e una stereocamera per la ricostruzione 3D di tutta la superficie del pianeta. Relativamente a quest'ultima, il Cnr-Ifn di Padova ha curato lo sviluppo della parte ottica e la calibrazione: lo strumento è costituito da due 'canali' - in pratica due 'occhi' - che, osservando un oggetto da due diverse angolazioni, permettono di ricostruirne la terza dimensione.