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Bologna: polemiche alla firma della prima carta dei diritti del lavoro. Il sindaco: “Boicottiamoli!”

Il sindaco di Bologna Virginio Merola, riguardo la carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano, ha parlato chiaro. “Non ordinate da persone che sfruttano”

“Se ordinate una pizza da uno che sfrutta, avete la possibilità di ordinarla da uno che non sfrutta. Se è un invito a boicottare chi non ha firmato? Certamente”.

Ecco le parole del sindaco di Bologna, Virginio Merola, a margine della firma della prima carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano. Una firma disertata da molti giganti delle consegne al domicilio attivi a Bologna come Justeat, Deliveroo, Glovo e Foodora.

La “Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano” è un documento nato dalle sollecitazioni che Riders Union ha rivolto all’amministrazione comunale lo scorso dicembre, e dal lavoro di un tavolo al quale hanno partecipato anche le aziende che poi non sono state tra le firmatarie dell’accordo.

Merola ha spiegato che sul tema della gig economy si sta pensando anche a una rete tra città per sollevare questo tema, “dopodiché ci sono delle direttive europee, ci auguriamo che ci sia un governo e un parlamento in modo che tutti i sindaci sulla base di questa esperienza riescano ad avere un quadro normativo adeguato anche per quanto riguarda i poteri delle amministrazioni locali”. 

 

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