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La “libera associazione” dell’ex-stratega di Trump Steve Bannon: sovranisti uniti

E’ chiaro che Bannon promuove un’opzione antieuropeista “pro domo sua”, cioè per scardinare l’asse franco-tedesco che rappresenta la maggior minaccia al predominio economico americano, ma è anche vero che questa Europa è indifendibile

Non regge più l’esausta e ripetitiva difesa del Moloch di Bruxelles da parte degli europeisti “de noantri”: “l’Ue ha garantito la pace e ha creato ricchezza”. La creazione di ricchezza c’è stata, semmai, per Germania e Francia, privilegiate dalle politiche economiche delle Commissioni –mai elette ma sempre nominate-, quanto alla “pace” è arcinoto che la globalizzazione confina guerre e guerriglie in senso classico nelle periferie del mondo (così, tanto per non creare disoccupazione nell’industria bellica), e che le guerre “evolute” si fanno con l’economia. E noi italiani ne sappiamo qualcosa. 

Steve Bannon propone a Roma il progetto politico “The Movement”, che punta a raccogliere le forze dei sovranisti e ambisce a scuotere le fondamenta  dell’Ue alle prossime elezioni europee. “La nostra è una libera associazione, un club” ha dichiarato Bannon in un’intervista a “Il Messaggero”. “Spingeremo per formare un gruppo unico populista al Parlamento Europeo. Ma conta di più che i leader populisti, indipendentemente dai partiti, si incontrino prima dei Vertici europei, per prendere posizioni comuni”.

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Per Steve Bannon l’Italia dovrebbe essere il “laboratorio” e l’Europa l’obiettivo.

“Siete il centro politico, il laboratorio […] In Italia, due partiti guidati da due giovani con grandi idee, Salvini e Di Maio, usano le tecnologie moderne in modo dinamico e hanno rottamato i vecchi partiti di nord, sud, destra e sinistra, avendo tutti contro. Nessuno sa dove vada questo esperimento, però mi impressiona il coraggio politico. Per stare insieme hanno rinunciato alle proposte più glamour. […] Salvini “è un leader globale, un simbolo. Chiudendo i porti ha dimostrato che si può passare dalle parole ai fatti. Come Trump”. […] Conte è “un premier simbolico, un notaio. Grazie a lui avete un governo di unità. L’essenza del populismo è spostare il focus del Governo da fare il bene delle elite a fare il bene del popolo. Alle europee la questione migratoria sarà fondamentale: se puoi respingere le navi, riprendi la sovranità”.

Più sovranità agli Stati, tornare ai confini, limitare l’immigrazione e sconfiggere l’Islam radicale sono i quattro punti fondanti di “The Movement”. Bannon definisce inoltre “possibile” l’obiettivo di un gruppo unico all’Europarlamento.

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“Portare tutti i populisti sotto lo stesso tetto: dall’Europa agli Stati Uniti al Sud America, Israele, India, Pakistan, Giappone, per rappresentare la genta comune ovunque sia guardata dall’alto in basso e abbandonata dalle elite. Il primo obiettivo è acquisire una leva alle Europee” […] “I populisti sono già al potere in Italia, Finlandia, Danimarca, Austria, nei 4 di Visegrad. Quella di Macron e Merkel è sempre più una visione minoritaria” […] Noi offriamo big data, sondaggi, expertise nelle strategie. Tutto gratis, su richiesta. Non imponiamo nulla”.

Quanto ai finanziatori dell’operazione, Bannon risponde: “raccolgo dollari dalle persone, in Europa. Non dalla Russia”. E invita, piuttosto, a chiedersi chi finanzia la complessa macchina dell’immigrazione di massa verso le coste italiane.

Conclude con una constatazione inoppugnabile: “Le multinazionali, la City, la finanza hanno distrutto la classe medio-bassa che in Italia ha cominciato a ribellarsi. Un momento della Storia di cui si parlerà per cent’anni”. 

 

 

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