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Casellati:“La cultura resta il nostro vero petrolio”

La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, la seconda carica dello Stato, nel corso della sua visita ufficiale a Mosca, ha posto l’accento sulla “continuità dei rapporti tra Italia e Russia, evidenziando quanto forte sia la tradizione culturale e politica tra Russia e Italia, e la forte amicizia che li unisce ”

di Emanuela Chiumeo

La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, chiude la sua visita ufficiale di tre giorni a Mosca a Villa Berg, sede dell’Ambasciata Italiana. Come ultimo atto ufficiale, prima di lasciare la capitale russa, la presidente ha partecipato alla consegna dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia al Maestro Valery Gergiev, direttore artistico e direttore generale del Teatro Marinsky di San Pietroburgo.
Intensi giorni quelli che Elisabetta Casellati ha trascorso in Russia. Nei suoi interventi sia al Consiglio della Federazone (il Senato russo) che alla Duma (Camera Bassa del Parlamento), ha posto l’accento sulla “continuità dei rapporti tra Italia e Russia che non si sono mai interrotti anche nell’alternanza politica del nostro Paese, evidenziando quanto forte sia la tradizione culturale e politica tra Russia e Italia, e la forte amicizia che li unisce ”. “Va poi considerato”, ha ribadito il Presidente del Senato, “che la Russia per l’Italia resta un partner molto importante anche in virtù dei rapporti economici ed energetici e che non va dimenticato che resta un interlocutore indispensabile per i numerosi dossier di crisi internazionali, verso i quali c’è una potenziale convergenza di interessi”

Ad accogliere la presidente Casellati alla Scuola italiana “Italo Calvino”, terza tappa della sua visita, c’era un folto gruppo di studenti di ogni ordine e grado. Da più di 20 anni la scuola accoglie ragazzi russi, italiani e figli di coppie miste, alcuni fanno parte di un coro diretto da Antonio Gramsci, nipote del noto filosofo e politico comunista. Dopo aver ricordato a tutti i presenti che “investire su giovani, cultura, conoscenza, è il modo migliore per costruire dialogo e pace” , la Presidente del Senato ha riservato un affettuoso messaggio a tutti i ragazzi presenti: “che la curiosità, lo studio e la capacità di analisi che Italo Calvino evocava spesso nei suoi scritti possa sempre accompagnarvi nel vostro percorso scolastico e lungo tutta la vostra vita”.

Tutti in chiave culturale i successivi appuntamenti di Alberti Casellati. Si è recata al museo Pushkin per l’inaugurazione dell’anteprima di una grande mostra che giungerà a Mosca nel 2020 dal Museo napoletano di Capodimonte. L’anteprima “Artemisia Gentileschi e i suoi contemporanei”, curata per la parte russa da Viktoria Markova, sotto l’egida di Mondo Mostre, in esposizione dal 31 gennaio al 1 marzo 2019, consta di 6 tele. La famosissima tela caravaggesca “Giuditta e Oloferne” di Artemisia Gentileschi, parte della collezione del Museo di Capodimone, è giunta a Mosca insieme ad altre due opere “L’Angelo con dadi e tunica” di Simon Vouet e “Sant’Agata” di Francesco Guarino.

Non sono mancati elogi alla giovanissima pittrice Artemisia Gentileschi, simbolo di una donna forte e determinata, da parte della Presidente del Senato e del direttore del Museo Pushkin, Marina Loshak. Le tre tele sono state poste a confronto con la pittura di tre contemporanei (Guido Reni, Simone Canterini, Guercino), in forza alla collezione permanenete del Museo Pushkin.
E’ noto che in Russia, come in Italia, non mancano le offerte culturali. Dal Museo Pushkin al grande Teatro Bolshoi non c’è poi tanta distanza. E’ al tempio dell’opera lirica russa che si dirigerà la Presidente Casellati per assistere in serata alla “Dama di Picche”, di P.I.Chaikovsky, diretta dal noto regista lituano Rimas Tuminas, direttore del “Vakhtangov”, il più importante teatro di prosa a Mosca.

L’ultima giornata si chiude con una visita al Cremlino e poi con un pranzo in Ambasciata a seguito della consegna dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia al Maestro Valery Gergiev. L’Ambasciatore Pasquale Terracciano ha voluto ricordare alcuni intensi momenti della carriera di Valery Gergev. A livello internazionale, memorabile il concerto a Palmira (Siria) tenuto il 5 maggio 2016, “in condizioni veramento diffici”, ricorda lo stesso Maestro “con temperature che sfioravano 40 gradi, ma tutti avevamo compreso che bisognava esserci, visto il momento storico che si stava vivendo.

“Alcuni di quei musicisti” ha poi continuato Gergev, “sono oggi in questa sala”, indicando l’Orchestra Stradivari esibitasi in modo memorabile nel corso dell’evento. Ha poi concluso Terracciano: “con quel concerto si è voluto ridare dignità ad un luogo che era stato mortificato dagli atti vandalici dei terroristi dell’ISIS”.
Nel ricordare gli stretti rapporti culturali tra Italia e Russia, Gergiev ha affermato “di avere avuto la grande fortuna di nascere nella più bella delle città italiane, San Pietroburgo, e che nella sua città le opere liriche italiane sono quotidianamente in cartellone”, quasi a voler sancire quanto detto dalla Presidente del Senato, che “il nostro petrolio è la nostra cultura”.