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Un campione sportivo ma anche un eroe italiano: così Bartali salvò 800 vite umane

Il 2 maggio Israele ha dato la cittadinanza al grande Gino Bartali, che salvò dal lager centinaia di ebrei. Finché visse, il campione non ne parlò mai. Ora gli rendono onore, mentre il Giro d’Italia parte oggi per la prima volta da Gerusalemme

Un campione dello sport diventa anche eroe della storia italiana. Per aver salvato centinaia di vite umane.

Anzitutto è giusto ricordare ai più giovani chi era questo campione. Gino Bartali (1914-2000) è legato alla storia ma anche alla leggenda del ciclismo:  vincitore di tre Giri d’Italia, di due Tour de France e di molto altro,  il suo nome è incluso nella lista dei migliori ciclisti di tutti i tempi, la Cycling Hall of Fame, subito dopo il suo amico-rivale italiano, il campionissimo Fausto Coppi.

Ma ora il nome di Bartali viene celebrato con tutti gli onori da un altro Paese: Israele. Il governo di Gerusalemme ha infatti deciso di dare a Bartali la cittadinanza israeliana. Un onore post-mortem che è stato concesso a pochissime persone fino ad oggi, e che è dovuto al fatto di avere salvato la vita a 800 ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Durante gli allenamenti infatti Bartali nascondeva nella canna della sua bicicletta documenti d’identità che contribuirono alla salvezza di 800 ebrei durante l’occupazione nazista in Italia. Per questo nel 2013 era stato inserito nell’elenco dei 682 “Giusti fra le nazioni”, trovando posto sul muro d’onore del Giardino dei giusti nel mausoleo della memoria Yad Vashem, a Gerusalemme. 

La cerimonia in onore dell’eroe italiano – organizzata con la partecipazione dell’Ambasciata d’Italia – è avvenuta il 2 maggio, allo Yad Vashem, il Museo della Shoà di Gerusalemme. Proprio due giorni prima della partenza del 101° Giro d’Italia da Gerusalemme, che inizia oggi per la prima volta da una città non europea e che si concluderà infine a Roma fra due settimane. La cerimonia sarà seguita da una esibizione di ciclisti del Giro. Una folle corsa contro il tempo nella città, meta di pellegrinaggio per ebrei, cristiani e musulmani, a pochi metri dal Santo Sepolcro, dal muro del pianto e dalla cupola della roccia.

La 101esima edizione partirà alle 13,50 ora locale (in Italia saranno le 12,50), con la disputa di una cronometro individuale. Apre Sabatini e chiude Dumoulin , Froome scatterà alle 15,41 italiane, preceduto da Aru alle 15,32.

Era stato il figlio Andrea (morto nel 2017) ad impegnarsi perché venisse scoperto quello che aveva fatto il padre negli anni Quaranta. Bartali infatti finché visse non ne parlò mai. Ginettaccio – com’era chiamato dagli amici – era noto per la frase «l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare». Ma in questo caso… l’era tutto giusto. Grazie, Ginettaccio.

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